Le recenti accuse del Consiglio d’Europa, che dipingono le Forze dell’Ordine italiane come razziste, sono un duro attacco a chi ogni giorno protegge le nostre città. Una generalizzazione pericolosa ed offensiva, che sembra aver ben poco a che fare con la realtà dei fatti e molto con delle ideologie malsane.
Nel rapporto stilato da E.C.R.I. (Commissione Europea Razzismo ed Intolleranza), si parla di presunti episodi di razzismo e discriminazione che avrebbero coinvolto le Forze di Polizia italiane. Come al solito, quando la narrazione viene affidata a chi è schierato (non si tratta di, infatti, di un organo indipendente), si è scelto di amplificare pochissimi episodi isolati per gettare fango contro migliaia di uomini e donne che ogni giorno, con orgoglio, senso del dovere e stipendi non adeguati, garantiscono la sicurezza del nostro Paese. Accusare senza prove convincenti è inaccettabile, soprattutto quando si parla di chi rischia la propria vita per difendere legalità e sicurezza degli italiani. Ancor più se tali accuse arrivano da un organo nominato che oggi viene gestito dalla sinistra europea, maestra in questo genere di cose.
Le FdO non devono essere utilizzate come capri espiatori di una narrazione che punta a demolire il loro operato. Infatti, se vi sono casi di abuso o comportamenti scorretti, questi vanno affrontati con fermezza. Così, trasformando singoli episodi in una condanna generalizzata, si compie unicamente un atto demagogico e pericoloso per la stessa tenuta e credibilità delle Istituzioni che di tale demagogia si macchiano.
In un periodo storicamente complesso, caratterizzato da problemi di sicurezza sempre maggiori, le FdO italiane rappresenta una garanzia per tutti noi. Lavorano incessantemente contro criminalità organizzata, terrorismo e gestione dei flussi migratori irregolari, spesso con pochi mezzi e risorse. Demonizzarli con accuse infondate non solo è ingiusto, ma anche pericoloso. Queste critiche sembrano unicamente voler minare la fiducia nei confronti delle stesse, favorendo un clima di tensione che non giova a nessuno, se non a chi vuole un’Italia più debole, insicura e divisa.
Pochi esempi bastano ad illustrare l’efficacia delle Forze dell’Ordine italiane.
In primis, i numerosi interventi anti-terrorismo: nel 2022, grazie all’operato dell’intelligence e delle FdO, sono stati sventati almeno 7 grandi piani di attentati sul territorio nazionale, salvando vite e mantenendo la tranquillità pubblica. Gli agenti hanno lavorato a stretto contatto con le comunità, riuscendo ad individuare e prevenire potenziali pericoli senza violare i diritti dei cittadini.
Non dimentichiamo la lotta alla criminalità organizzata: operazioni come “Malapianta” (2019) e “Minotauro” (2011) hanno portato alla cattura di oltre 50 pericolosi esponenti mafiosi che imperversavano lungo tutta la Penisola, distruggendo intere reti criminali. Queste operazioni sono frutto di anni di indagini, sacrifici e rischi costanti da parte delle FdO, che hanno agito con professionalità e rigore, senza mai abbassare la guardia.
Anche nella gestione delle emergenze migratorie, l’Italia ha dimostrato di saper coniugare sicurezza ed accoglienza, impegnandosi non solo nel controllo delle frontiere, ma anche assicurando che l’integrazione avvenisse in modo ordinato e rispettoso delle leggi, proteggendo il territorio senza perdere di vista i diritti umani.
Definire “razzista” un’intera istituzione sulla base di episodi specifici è una tremenda ingiustizia che rischia di mettere a repentaglio l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Etichettare senza prove è un chiaro segnale di un’ideologia malata viva nella sinistra europea ma anche italiana, che mira a delegittimare l’autorità per fomentare il caos. Generalizzare è pericoloso, servendo unicamente ad alimentare la sfiducia e la divisione sociale, rendendo difficile il lavoro di chi deve mantenere l’ordine.
Le istituzioni dovrebbero lavorare insieme per migliorare formazione e sensibilizzazione, ma non dovrebbero mai cedere alla tentazione di dipingere un’intera categoria con appellativi tanto detestabili, a maggior ragione perchè il fine di tutto ciò è portare avanti un racconto menzognero e ideologicamente folle a sostegno del caos e della disgregazione sociale. I poliziotti italiani sono cittadini onesti, genitori, figli. La stragrande maggioranza di loro opera con impegno ed integrità. Lanciare accuse ingiuste crea confusione e risentimento nei confronti di un’Istituzione, l’Unione Europea, che già è ai suoi minimi in termini di credibilità.
E’ necessario che la politica italiana, tutta e senza distinguo, rispondano fermamente a queste accuse, mostrando chiaramente come le FdO operino nel rispetto delle leggi e della dignità umana. Occorre garantire trasparenza e controllo, ma anche evitare che critiche infondate possano danneggiare l’immagine ed il morale di chi ogni giorno garantisce la nostra sicurezza.
Non possiamo accettare che chi difende la Patria venga screditato in questo modo. Dobbiamo essere uniti nel sostenere le nostre Forze dell’Ordine, perchè solo così possiamo garantire che l’Italia resti un Paese sicuro, libero e sovrano.
Le parole hanno un peso: quelle del Consiglio d’Europa non fanno eccezione. L’Italia deve difendere le proprie Istituzioni e chi le serve con onore, senza ignorare i problemi ma anche senza accettare passivamente narrazioni distorte che non rappresentano la realtà. Le FdO italiane sono parte essenziale del nostro tessuto sociale: lavorano per il bene comune e la sicurezza di tutti, italiani e stranieri. Non lasciamo che accuse infondate ne intacchino la reputazione.






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