Nelle ultime settimane, il tema dell’immigrazione ha scatenato dibattiti in tutta Europa. La Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, ha lodato, in modo anche inatteso, l’istituzione di hub per migranti in Albania, citandoli come “esempio di gestione intelligente e collaborativa”. Questo modello è il risultato di un accordo lungimirante tra l’Italia, sotto la guida di Giorgia Meloni, ed il premier albanese Edi Rama, ed è visto come una soluzione percorribile per gestire i flussi migratori in modo sicuro ed ordinato. Ma mentre gran parte del continente applaude, la sinistra italiana sembra voler bloccare tutto, invocando la magistratura amica, alzando barricate ideologiche, parlando di deportazione e fascismo, opponendosi ad ogni tentativo di risolvere la questione in modo pragmatico.

Eppure, gli hub in questione sono strutture moderne e sicure, in grado di gestire i flussi migratori con regole chiare ed un sistema coordinato. In questi centri, i migranti possono essere accolti, registrati ed assistiti, evitando la pressione sulle coste italiane, greche e spagnole, dove da anni assistiamo a situazioni fuori controllo. Secondo un rapporto della stessa Commissione Europea, già solo la notizia dell’implementazione di questi hub ha portato ad una diminuzione del 20% degli sbarchi in Italia, nel primo semestre 2024: quando si parla della famosa funzione dissuasiva, ecco un valido esempio.

La von der Leyen, in slanci inaspettatamente positivi verso una misura da molti attesa e che la Meloni ha avuto il merito di portare avanti nonostante le resistenze dell’opposizione, ha sottolineato come la collaborazione Italia – Albania rappresenti un passo in avanti verso una gestione sostenibile dell’immigrazione, affermando che “Abbiamo bisogno di una risposta comune all’immigrazione, e gli hub in Albania sono un esempio concreto di ciò che possiamo realizzare tramite la cooperazione“.

Ma se Bruxelles applaude ed altri Paesi UE ed extra UE si mostrano favorevolmente interessati, in Italia c’è chi dice no. La sinistra italiana si oppone fermamente a questa soluzione, accusando l’UE, fino a ieri vista come baluardo di civiltà, di voler approvare misure contrarie ai principi di umanità. Queste critiche, per nulla basate sulla realtà, sembrano alimentate più che altro da stupide ideologie che impediscono a una minoranza cieca di adattarsi alla realtà odierna.

Di fronte ad una crisi migratoria sfiancante, la sinistra preferisce continuare con la retorica dell’apertura incondizionata, ignorando le problematiche legate alla sicurezza ed alla gestione degli arrivi. Secondo una recentissima indagine di SWG, il 63% degli italiani sostiene che la prima problematica cui bisogna porre rimedio è la gestione dei flussi, respingendo in blocco le ideologie che continuano a mettere a rischio la sicurezza nazionale.

Gli hub in Albania non sono campi di detenzione, checchè ne pensino le anime belle col paraocchi. Sono centri dove i migranti possono essere accolti, mentre si garantisce una maggior sicurezza tanto a chi arriva seguendo il percorso della legalità quanto a chi accoglie. Permettono di gestire i flussi migratori senza il caos osservato negli ultimi anni in casa nostra. Questa, piaccia o meno, è la via da seguire se vogliamo proteggere i confini, mantenere l’ordine e rispettare chi cerca un futuro migliore nel rispetto della legge.

Ma sembra che la sinistra italiana preferisca continuare a voltarsi dall’altra parte, fingendo che non esistano problemi di sicurezza ed ordine pubblico. Continuare così non fa altro che aggravare la situazione. Servono soluzioni concrete, non slogan colmi di umanità ma vuoti di qualsiasi rimedio.

L’Italia merita un approccio diverso, che metta al centro la sicurezza ed il rispetto delle regole, senza per questo rinunciare ai valori umanitari. Gli hub in Albania sono un esempio di come si possa affrontare il problema con equilibrio e pragmatismo. Eppure, la sinistra continua ad ignorare la realtà, opponendosi a qualsiasi proposta funzionale.

L’Europa è pronta a collaborare e a trovare soluzioni, ma è ora che anche i kompagni facciano la loro parte, abbandonando le ideologie ed abbracciando il buon senso. La vera sfida è nelle mani della politica: è pronta a seguire l’esempio italiano ed albanese, o continuerà ad ignorare le esigenze dei cittadini? È tempo di agire e di far sentire la voce di chi crede in un’Italia forte e sicura. La nostra sicurezza e quella delle future generazioni dipende dalle scelte che facciamo oggi.


Scopri di più da Conservare la libertà

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

articoli principali

Scopri di più da Conservare la libertà

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere