Viviamo in un’epoca dove sembra che la coerenza sia una qualità sempre più rara, soprattutto quando si tratta di opinioni su temi religiosi. Un esempio emblematico è l’indignazione di molti non cristiani quando il Papa prende posizione sulla sacralità della vita. Si tratta di una reazione che non solo è incoerente, ma, in molti casi, addirittura ridicola.
In primo luogo, il Papa, come capo della Chiesa cattolica, ha il dovere di difendere i principi fondamentali del cristianesimo. Uno di questi è, appunto, la sacralità della vita, che si riflette in molteplici questioni, dall’aborto all’eutanasia, dalla pena di morte alla guerra. La difesa della vita è un pilastro della fede cristiana, quindi è logico e prevedibile che il Papa si esprima con forza su questi argomenti.
Ciò che appare sconcertante è che persone non credenti o appartenenti ad altre religioni, che non condividono i valori del cristianesimo, si infurino quando il Papa difende apertamente la vita. L’incoerenza sta qui: perché scandalizzarsi per le affermazioni di un leader religioso che non è il proprio? Se si sceglie di non aderire a una religione o di seguire una filosofia laica, perché preoccuparsi di ciò che dice il rappresentante di una fede che non si condivide?
In secondo luogo, il diritto del Papa di esprimere il suo punto di vista deriva non solo dalla sua autorità religiosa, ma anche dalla libertà di espressione, un principio caro a molti di coloro che lo criticano. Se la libertà di espressione è considerata sacrosanta in una democrazia, allora anche il Papa ha il diritto di esporre le sue convinzioni. Pretendere che rimanga in silenzio o che edulcori il messaggio per non offendere chi la pensa diversamente è profondamente ipocrita.
Inoltre, chi si indigna per le posizioni del Papa spesso dimentica che la Chiesa cattolica non impone a nessuno di condividere le sue convinzioni. La difesa della vita è una posizione che può essere condivisa o meno, ma chi non è d’accordo ha sempre la libertà di ignorarla. L’idea che il Papa debba piegarsi a un pensiero relativista o adeguarsi a sensibilità diverse dalla dottrina cristiana è semplicemente assurda.
Infine, è interessante notare come molti di coloro che criticano il Papa per la sua difesa della vita siano spesso gli stessi che chiedono il rispetto delle culture e delle tradizioni altrui. Quando si tratta di culture non occidentali, si invoca la tolleranza, ma quando si parla di cristianesimo, in particolare del Papa, il rispetto e la comprensione sembrano svanire. Questo doppio standard è il segno di un’incapacità di affrontare il dibattito in modo onesto e coerente.
In conclusione, l’indignazione dei non cristiani di fronte alle prese di posizione del Papa sulla sacralità della vita è ridicola perché priva di coerenza. Il Papa non fa altro che difendere i principi della fede cattolica, e coloro che non condividono queste convinzioni sono liberi di ignorarle. Criticare il Papa per aver esercitato il suo diritto di esprimere le proprie convinzioni non fa altro che evidenziare l’ipocrisia di chi, pur proclamando la libertà di pensiero, non è disposto a concederla agli altri.







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